Mobili come abiti e marche d’abiti che fanno mobili…fu così che il salotto si vestì di lusso

Pubblicato in(fashion, new communication, social life) da admin il 21-04-2010

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ARMANI CASA
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E’ sempre più evidente l’interazione che oggi avviene tra moda e design e lo vediamo ancora di più di anno in anno a Milano, soprattutto in quella che è la settimana del mobile.

Si respira aria di salone anche al di fuori delle vie del design: ne è un esempio Smania, azienda d’alta gamma che inaugura il suo showroom presso lo Spazio Arosio, nel cuore della vecchia Milano. Il mobile come un abito. Arosio, azienda numero uno nei tessuti per interni, lavora nei mercati internazionali, proprio come quelli della moda: non a caso propongono i tessuti delle griffe più famose, come Versace. La partnership con Smania è nata perché gli è piaciuto il loro modo innovativo e al tempo stesso concreto di concepire la produzione, anche nell’utilizzo dei materiali. Hanno l’esclusiva delle loro collezioni per la Lombardia, e possono anche “personalizzarle” grazie ai propri tessuti. Per festeggiare i suoi primi quarant’anni, Smania si è regalata un designer nuovo: Alessandro la Spada, anche se lo stile resta sempre scenografico ed eclettico. I mobili Smania hanno conquistato i vip di tutto il mondo, a partire da Londra dove è appena stato inaugurato uno spazio esclusivo da Harrods: e i coniugi Beckham non se lo sono certo perso. L’Italia resta il loro mercato principale ma si lancia la sfida sui mercati internazionali. Il design accessibile. Tradizione artigianale e stile non si traducono necessariamente con prezzi da capogiro. Sono tra i primi a offrire mobili di design a prezzi contenuti, pensando soprattutto ai giovani, ma conquistano anche la fascia medio alta, soprattutto all’estero.

Ma la settimana del Salone oltre a vedere i mobili come abiti ha visto anche molte firme fashion che hanno presentato le loro home collection spaziando da complementi d’arredo a oggetti per la casa. Lo stile, comune denominatore tra moda e design, veste non solo l’individuo ma anche il suo spazio privato: vedi Armani casa. Abbiamo soluzioni scenografiche nelle più belle boutique di Milano.

Bhè che dire..Moda e design: life style a 360° gradi.

Al via i saldi, soprattutto quelli VIP!

Pubblicato in(social life) da admin il 30-06-2009

La promozione dei saldi estivi della catena Harrods di Londra è sempre un evento accompagnato dalla presenza di personaggi del mondo dello spettacolo e non solo. Quest’anno è toccato a Mischa Barton affiancata dal proprietario del negozio, Mohamed al-Fayed, l’ex star di “OC” per l’occasione ha indossato un mini abito bianco.Una delle esclusive idee del magnate per spettacolarizzare l’attività dei grandi magazzini!!

Facciamo un salto a Londra???

La fine di un marchio di comunicazione non convenzionale

Pubblicato in(social life) da admin il 26-06-2009

La morte di Michael Jackson segna non solo la fine di un mito della musica, ma sicuramente la fine della rappresentazione vivente della comunicazione non convenzionale, che ha abbattuto le barriere dei luoghi comuni e che ha saputo parlare con un unico linguaggio comprensibile all’umanità: la musica.

Con la dipartita di Michael Jackson, infatti, il mondo ha perso non solo un essere umano, un magnifico cantante, un eccelso ballerino, ma soprattutto un eccezionale comunicatore: vera fucina di idee, di creatività, di innovazione, di originalità. Ha anticipato i tempi e lanciato stili e mode. E’ arrivato sempre per primo nelle discipline nelle quali si è esibito, in ossequio alla prima legge, quella della leadership, delle 22 leggi immutabili del marketing.

La sua musica ed il suo modo di cantare così unici, le sue posture nei balletti così fantasiose: il celebre movimento antigravitazionale del video di Smooth Criminal in cui Michael si inclina di 45°, quella scivolata all’indietro come nessun altro prima d’allora aveva fatto, e il passo Skywalk (presentato agli MTV Video Music Awards 1995) in cui Michael dava l’illusione di camminare in aria.

Ed ancora i suoi abiti così originali, il suo total look così evocativo, le copertine dei suoi dischi così particolari, i suoi video così innovativi, i suoi live tour così spettacolari ed incredibili.

Tutto all’insegna di una comunicazione unusual, altrenativa, non convenzionale. Una immagine sempre up-to-date e pertanto in costante evoluzione. Una vera icona di progressive marketing. Lo avevano definito da giovane il ragazzo prodigio, non a caso.

Non dovrebbe piangerlo soltanto il mondo della musica ma anche quello dell’economia, dell’arte, dello spettacolo: in poche parole tutto il mondo.

Grazie Michael per tutto quello che ci hai regalato e ancora grazie per averci insegnato a sognare e a credere nei sogni .

Pay per new!!!

Pubblicato in(social life) da admin il 29-05-2009

Negli ultimi anni ci siamo abituati a questa formula di servizio a pagamento, la Pay Per View associata, però alla TV digitale alla quale occorre corrispondere abbonamenti, più o meno cari, per usufruire di film in prima visione e sport in diretta.

Ma le cose, come si sa, cambiano, ed anche alla svelta, ed ecco che il momento di crisi storica che il globo intero sta attraversando si riversa anche sulla carta stampata.

Il GURU della comunicazione, Mr. Murdoch cosa prpopone per risanare la sempre più sanguinante ferita dell’informazione? Piattaforme di news a pagamento. In realtà la sua idea sarebbe quella di oscurare i motori di ricerca (tipo Google) per accedere ad informazioni giornalistiche di testate che, oltre alla carta stampata, propongono edizioni on line, e di realizzare delle piattaforme dedicate per il solo accesso alle notizie giornalistiche.

Una PAY PER NEW come l’abbiamo simpaticamente battezzata: l’era delle informazioni a pagamento. Ma sarà la panacea della crisi?

Ai posteri l’ardua sentenza!

Notizie a pagamento nel prossimo futuro? eredità dal Washington Post

Pubblicato in(social life) da admin il 26-05-2009

L’informazione di qualità sul web in un futuro prossimo non potrà che essere a pagamento. Ne sono convinti innanzitutto gli editori, ma anche i giornalisti. Un po’ meno i giovani studenti che a Borgo Bagnaia, a pochi chilometri da Siena, partecipano alla sesta edizione di «Crescere tra le righe», l’iniziativa dell’Osservatorio permanente giovani-editori. Nessuno, però, ha ancora trovato la ricetta giusta. In due giornate di lavori, un centinaio di studenti - in rappresentanza dei quasi 1 milione e 700mila loro colleghi che quest’anno in tutta Italia sono stati coinvolti nel programma di lettura dei quotidiani in classe – si confrontano con chi i giornali li fa, editore o giornalista che sia. E il tema, inevitabilmente, è il rapporto tra la carta e internet, i quotidiani e il web. E soprattutto come recuperare, attraverso l’informazione online a pagamento, la riduzione di ricavi e di margini cui inesorabilmente la carta stampata deve far fronte.

Fonte: Il sole 24 ore

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Berlusconi-Lario: politicamente scorretto

Pubblicato in(social life) da admin il 07-05-2009

In questi giorni impazza, sulla stampa nazionale ed internazionale, la vicenda della separazione tra il Premier Silvio Berlusconi e la gentil consorte Veronica Lario. Purtroppo, come ogni evento che lo vede protagonista (Silvio Berlusconi) non c’è più nulla di privato ed ecco che, sui media, il gossip diventa una questione politica e la politica diventa un affare di gossip?

Ma sarà politicamente corretto? Noi tutti, cittadini italiani, che viviamo gli effetti devastanti di una crisi che non sembra voler volgere alla fine, come possiamo tollerare che a una faccenda così tanto privata sia dato lo stesso spazio giornalistico di una tremenda tragedia come il terremoto in Abruzzo?

In particolare sui maggiori quotidiani nazionali, nella programmazione televisiva di approfondimento giornalistico di Rai e Mediaset, alla radio, e tra un pò anche nei Caroni Animati, l’argomento è sempre lo stesso: Silvio e Veronica.

Sembra di ritornare al 1999 quando negli Usa accadeva il Lewinsky-Clinton affair o ancora più indietro quando, negli anni ‘60, i fratelli Kenndedy si scambiavano le notti d’amore con la bellissima Marylin….

Se fossimo ai tempi di Dante li avrebbe già messi in qualche girone dell’inferno, se invece fossimo in Francia ai tempi di Flaubert li avrebbe già apostrofati come argomenti da “comari e lavandaie”: ma purtroppo siamo nella nostra epoca che considera “notizia” di interesse popolare una situazione che di pubblico non dovrebbe avere proprio nulla.

That’t all folks!

Facebook diventa un film

Pubblicato in(social life) da admin il 29-04-2009

Un instant film dedicato alla ‘instant messaging generation’ o, per meglio dire, agli adepti di Facebook, la nuova ‘droga’ del milllennio. Più tentatore del break sigaretta o del richiamo del caffè, per gli stacanovisti della scrivania, e non solo, la pausa social network è diventata ormai irrinunciabile.
Ed ora la mania ‘facebookiana’ da virtuale si trasforma in film e diventa “Feisbum”, una commedia, nata da un’idea del produttore Marco Scaffardi, che ha Facebook come mondo ispiratore e l’otto come numero protettore: otto episodi, registrati in solo otto giorni e diretti da altrettanti registi giovani e in carriera, e un debutto nelle sale previsto, manco a dirlo, per l’otto maggio.

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Tecnologia con le bolle

Pubblicato in(social life) da admin il 28-04-2009

Immaginate detergenti, cosmetici, così come anche prodotti chimici per l’industria e l’agricoltura ottenuti dai rifiuti urbani.

Ebbene il nome “Biochemenergy” nasconde un progetto altrettanto elaborato ovvero la produzione, a partire appunto dai rifiuti, di energia rinnovabile e di prodotti chimici per l’industria, il tutto sfruttando tecnologie più efficienti di quelle già esistenti.

Dopo il primo anno dall’inizio del loro progetto, gli scienziati dell’Università di Torino hanno dimostrato che dai rifiuti urbani possono essere estratti prodotti chimici che funzionano come tensioattivi (agenti inumidenti) che possono essere usati al posto di quelli di sintesi, ad esempio nella tinture delle fibre tessili, o per formulare detergenti industriali o ancora per la bonifica ambientale e come fertilizzanti.

Fonte: Wired

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What women want

Pubblicato in(social life) da admin il 20-04-2009

Un recente studio dell’Università Bocconi di Milano ha stabilito che quello che vogliono le donne incide sull’80% dei consumi: eppure uomini di marketing, aziende e retailer tardano ad adeguare comunicazione e prodotti ai desideri e alle aspettative femminili reali.

Ricordate Mel Gibson nel film “What Women Want”? Grazie alla sua abilità di sentire non solo le parole ma anche il pensiero delle donne attorno a lui, la sua carriera di pubblicitario decolla incredibilmente, mettendo a punto campagne che veramente colgono i desideri e le aspettative femminili.

Credo che valga la pena rivedere, otto anni dopo l’uscita nelle sale, questo divertente film. La società di consulenza A.T. Kearney ha recentemente stimato che le donne determinano l’80% degli acquisti in generale. Preparatevi a un anno dedicato al sesso femminile, alle sue esigenze, ai suoi desideri e aspirazioni.

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La nuova demografia italiana cambierà le abitudini di acquisto

Pubblicato in(social life) da admin il 03-03-2009

Le trasformazioni demografiche incidono sul cambiamento delle abitudini d’acquisto: è quanto emerge da un recente articolo pubblicato su Mark Up.

I retailer devono adeguarsi ai mutati modelli di consumo della nostra società, vale a dire a:

1. L’attuale frammentazione del nucleo familiare
2. La risposta dei consumatori alla crisi economica
3. Le possibilità di business per le catene distributive

Nell’analizzare l’andamento dei consumi ci si sofferma troppo spesso solo sui fattori di breve-medio periodo o ciclici, quali gli indici di propensione all’acquisto dei consumatori, l’andamento dell’economia o dei cambi, l’evoluzione del costo dei fattori di produzione. Per comprendere pienamente l’evoluzione dei consumi e, soprattutto, prevederla è, però, assai utile considerare i fattori strutturali, i cosiddetti megatrend. Questi comprendono, tra gli altri, l’evoluzione demografica, l’urbanizzazione, l’aumento di fabbisogno energetico, la diffusione dell’educazione e della connettività, che a loro volta influenzano fenomeni quali la globalizzazione, la crescita dei bisogni legati all’invecchiamento o alla sicurezza, il trading up e il trading down.

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